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QUALE FUTURO PER LE VLT? MAGGI: “NUOVA TASSAZIONE FATTORE CRITICO, SI PENSI A ULTERIORI SVILUPPI”

Roma, 1° dicembre 2011 - Con l'ultimo provvedimento dei Monopoli di Stato viene rimodulata la tassazione di molti prodotti di gioco tra cui, in particolare, le videolotteries, che rappresentano senza dubbio uno dei segmenti di gioco più colpiti, a causa anche della nuova tassa sulle vincite superiori ai 500 euro. Ma quale impatto avranno queste nuove disposizioni sul settore? Potranno compromettere davvero il nuovo business delle Vlt? Abbiamo posto queste domande al presidente di Acadi – l'associazione dei concessionari di rete – Giovanni Emilio Maggi, il quale fa il punto sull'andamento odierno di questo mercato e descrive le possibilità e i fattori critici per il prossimo futuro.


“Prima di tirare le somme di un bilancio complessivo, analizzerei questi dodici mesi attraverso singole voci. Certamente le Videolotteries hanno incontrato il favore del pubblico e da questo punto di vista possiamo essere soddisfatti. Il design più accattivante, la grafica multimediale, l’opportunità di scegliere tra differenti tipologie di giochi, il payout minimo dell’85%, la possibilità di vincere il Jackpot di sala o quello nazionale, unitamente al messaggio di un divertimento accessorio al “food and beverage”, sono stati tutti elementi apprezzati dagli utenti finali. Credo vada poi sottolinata l'importante obiettivo di aver aperto numerose sale dedicate, superando molti problemi sul territorio e avviando, in molti casi un positivo rapporto con gli Enti locali territoriali. La testimonianza di come il rapporto col territorio sia decisamente mutato e' nella firma del protocollo d'intesa con Anci. Un altro aspetto importante è l’equilibrata convivenza che si è creata tra questi apparecchi di ultima generazione e le comma 6a, che si diceva, sbagliando, sarebbero state cannibalizzate dal nuovo prodotto.
Riguardo a questo punto, secondo gli ultimi dati forniti da Aams, le installazioni di Videolottieries aumentano di giorno in giorno e, al 31 ottobre, sono 31.000 rispetto alle 57.000 complessive. Per quanto concerne le Slot, quelle effettivamente in esercizio, sempre alla stessa data, sono 360.000 su un totale di nulla osta rilasciati di oltre 390.000. E’ impossibile non essere soddisfatti di un prodotto che, in abbinamento alle Slot, copre più del 50% dell’intero mercato del Gioco pubblico.
Adesso però passiamo ai conti. Le Vlt sono state un prodotto costoso, non dimentichiamo che noi concessionari abbiamo pagato anticipatamente oltre 850 milioni di euro per i diritti. Non solo, per legge possono essere installate solo in locali dedicati e questo richiede ulteriori investimenti. Ammortizzare questi costi non è né facile né scontato”.

Secondo lei, quando si potrà arrivare a regime nel segmento delle videolottery?

“Direi che per il completamento del progetto ci vorrà più o meno un triennio e quindi ritengo che tutto il 2012 sarà ancora un anno di piena attività per l'installazione delle Vlt e l'apertura di locali.
Dal punto di vista tecnico, come e' ben noto, ci sono ancora piattaforme che devono terminare il processo di certificazione e parallelamente ci saranno poi da sviluppare ulteriori applicazioni come il cross ticketing, assolutamente necessarie per un'efficace gestione delle sale. Si, lavoro nel 2012 ce ne sarà ancora molto!”

Il recente provvedimento di Aams ha rimodulato la tassazione sui giochi intervenendo drasticamente sulle vlt, per le quali viene anticipata al 2012 l'aliquota del Preu al 4%. Cosa significa questa variazione per la vostra attività? Ritiene che l'impatto di questa variazione avrà un significato notevole nella sostenibilità del business?

“Se ci si limita a leggere il 'numero' del Preu, qualcuno potrebbe pensare che il settore beneficia di una tassazione agevolata e che un incremento di un punto sia tutto sommato poco significativo, ma non e' cosi! E’ facile, per chi non conosce il settore, farsi ingannare da apparenti cifre da capogiro, ma rimaniamo sempre pragmatici: su 100 euro giocati, oggi ben oltre 85 tornano al pubblico e 10/12 rimangono per pagare il Preu, alimentare e remunerare l’intera filiera e ripagare gli investimenti fatti per l'implementazione dei sistemi e per l'acquisto dei diritti: questo costo in particolare altro non è stato che un'anticipazione d'imposta. Il conto della tassazione reale andrebbe quindi fatto sommando correttamente tutte le voci e rapportando poi questo costo al residuo effettivo. Cosi facendo ci si renderebbe ben conto che la tassazione non è affatto né modesta, né agevolata e che invece con questo anticipo del passaggio dal 3% al 4% la tassazione sta diventando un fattore critico che comprime in modo pericoloso i margini delle aziende. Detto questo, vista la particolarità del momento che attraversa la nazione, non ci siamo certo opposti di fronte alla richiesta di ulteriori sacrifici, anche finanziari, solo che avremmo preferito essere coinvolti in modo attivo, anziché leggere in Gazzetta dell'adozione di un provvedimento di pura fiscalità. L'opinione che abbiamo sempre espresso è che più che intervenire con aumenti della tassazione, che normalmente ha un effetto depressivo, meglio sarebbe stato valutare degli interventi di sviluppo del settore che avrebbero garantito nel breve termine ritorni simili a quelli che potranno venire dall'aumento della tassazione, ma nel medio termine sarebbero stati un volano per la crescita”.

Tra le novità della nuova norma vi è anche la tassazione sulle vincite superiori ai 500 euro. Crede che questo ulteriore balzello potrà compromettere l'appeal delle macchine da gioco e/o il ritorno di cassa per gli addetti ai lavori?

“Credo di sì, penso che delle ripercussioni ci saranno, anche se al momento non è nemmeno chiaro come si intenderebbe applicare questa norma. La negatività comunque è evidente: diminuirà il rigioco e si avrà  un effetto volano negativo, oltre all'impatto psicologico sui giocatori che sanno che quando giocano già sono tassati ed ora si trovano una seconda tassa che alimenterà la percezione negativa di avere sempre al seguito una sorta di 'grande fratello' esattoriale”.


Ufficio Stampa ACADI

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