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"In nome della Legalità" fa tappa a Viterbo

24 settembre 2013
Martedì 24 settembre 2013 a Viterbo, presso il museo Colle del Duomo, si è svolta la settima tappa del workshop itinerante "Nel nome della legalità", organizzato da Codere, moderato dal giornalista Alan Patarga, capo redattore economico del TGCOM24.
L'obiettivo di questo tour è quello di raggiungere i territori dove Codere opera e affrontare il tema del gioco, che in questo periodo è stato bersaglio di forti critiche sulla stampa italiana, ponendo l'attenzione sul contrasto dell'illegalità e promuovendo attività concrete per garantire la sicurezza e il rispetto delle regole sia per i concessionari sia per tutti i nostri clienti. Lo spunto principale è stato il volume "La disciplina dei giochi in Italia tra monopolio, pubblico e mercato", realizzato dalla Fundaciòn Codere in collaborazione con la Fondazione Bruno Visentini e il Ceradi-Luiss Guido Carli, che rappresenta il più importante tentativo di riordino legislativo della materia del gioco, nell'attesa di un vero testo unico. Al confronto hanno partecipato alcuni tra i massimi rappresentanti degli organi di controllo preposti e delle istituzioni, come il viceprefetto di Viterbo Emiliana Carelli, che ha citato appunto il suddetto volume come massimo esempio di trasparenza al fine di prevenire i reati e le infiltrazioni criminali nel comparto.
Erano presenti inoltre il capitano Lia Segatto, della Guardia di Finanza, che ha elencato i vari interventi posti in essere dalle Fiamme Gialle a tutela del settore.
L'avvocato Massimiliano Pucci, presidente dell'associazione AS.TRO, ha dichiarato: “Abbiamo messo in sicurezza totale i nostri prodotti, fino alla possibilità di mettere mano sulle macchine bloccate solo in presenza della Gdf; abbiamo tappezzato i luoghi di gioco con i cartelli prescritti dal Balduzzi e partecipiamo alle attività di contrasto alle ludopatia e alla diffusione della giusta cultura del gioco, ma non sappiamo che fine farà il gioco pubblico in Italia. La verità, ha concluso Pucci, è che la moratoria sul gioco equivale a 9 IMU e significa la sconfitta del comparto, ma anche del legislatore italiano rispetto anche a Paesi vicini”.
Il professor Ranieri Razzante, presidente e fondatore di AIRA, Associazione Italiana Responsabili Anti Riciclaggio, che ha evidenziato come il problema del settore non sia la ludopatia, come invece si vuol far credere, bensì: “Il tema centrale è la distinzione tra gioco  d’azzardo e non d’azzardo, se vogliamo davvero tutelare il gioco sano e legale. Abbiamo un sistema concessorio severissimo, lo posso testimoniare come membro delle commissioni che sono predisposti controlli capillari a monte sulle catene partecipative, ma anche a valle da parte di tutti gli organi di controllo. Ma quello di cui abbiamo bisogno è la segnalazione delle operazioni sospette. La criminalità organizzata si infiltra perché il mondo del gioco è diffuso e permette la giusta penetrazione. Abbiamo le norme TULPS, quelle antimafia, antiriciclaggio e concessioni stringenti che sono strumenti già efficaci e mostrano come le infiltrazioni siano spesso nell’intermedio, nei fornitori”.
 
Presente anche il Dott. Marcello Meroi, presidente della Provincia di Viterbo, che ha rappresentato l’importanza di un lavoro sinergico tra Istituzioni ed aziende concessionarie nell’ottica di offrire prodotti di gioco sicuri senza trascurare la cura del giocatore che si trovasse in difficoltà.
 
Marco Polizzi, Presidente dell’Associazione Primo Consumo, ha illustrato il progetto Game Over, in collaborazione con Codere, dichiarando: “Il proibizionismo gratuito non porta a nulla, per questo come associazione di consumatori vogliamo avere un orientamento sinergico con lo Stato e i concessionari. Codere è stato il primo concessionario che ha capito l’importanza del centro d’ascolto ludopatie, creando un numero verde con la partnership scientifica del Cristo Re e dell’Università Cattolica, monitorando il territorio con attività poste in essere per il contrasto di tali patologie”.
 
Nel corso del dibattito si é evidenziata in particolare una significativa sinergia tra la Guardia di Finanza, le istituzioni e gli operatori del settore, come Codere, che hanno espresso la loro volontà a operare sempre insieme nel rispetto delle regole per combattere i fenomeni criminosi, anche attraverso la sollecitazione di una corretta informazione che sappia diffondere il messaggio del gioco responsabile. A chiudere i lavori è intervenuto l’ing. Massimo Ruta, Country Manager di Codere Italia, che a tal proposito ha voluto ricordare le iniziative poste in essere per incentivare la responsabilità del gioco come ad esempio la formazione del personale, il numero verde dell'associazione Primo Consumo, a disposizione dei cittadini, la presenza costante sul territorio, dove Codere opera, sostenendo realtà locali impegnate in progetti sociali. Cercando di far giungere sui singoli territori una parte dei guadagni, a differenza del gettito erariale che va direttamente allo stato. Nel caso di Viterbo, Codere ha voluto gemellare la propria attività con "La Fattoria di Alice", un'associazione onlus che dà lavoro a ragazzi problematici, realizzando prodotti agricoli e biologici, come ha ricordato Imma Romano, capo delle relazioni istituzionali e della comunicazione di Codere Italia.
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