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“GIOCARE PER GIOCO”: PRESENTATI AL MEETING DI RIMINI 2011 I PRIMI RISULTATI DEL PROGETTO DI RICERCA

Rimini, 23 agosto 2011 – Nell’ambito del Meeting di Rimini 2011 sono stati presentati ieri, durante il Convegno “Gioco: responsabilità e comunicazione”, i risultati della prima fase del progetto di ricerca  “Giocare per Gioco”.  

La ricerca è stata commissionata dalle Associazioni ACADI (Associazione Concessionari Apparecchi da Intrattenimento) e GiochieSocietà, oltre che da Lottomatica Group e Sisal e sviluppata in linea con le indicazioni di AAMS – Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato in tema di gioco pubblico.  

Al convegno, moderato da Sergio Luciano, hanno partecipato l’On. Maurizio Lupi - Vicepresidente della Camera dei Deputati, Giovanni Emilio Maggi - Presidente Acadi e Direttore Relazioni Istituzionali Sisal, il Prof. Giancarlo Rovati - Ordinario di Sociologia Generale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ed il Prof. Marco Pedroni - Sociologo all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Centro di Ricerca ModaCult.

La ricerca, condotta dalla Fondazione per la Sussidiarietà con la collaborazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e del suo Centro per lo studio della moda e della produzione culturale (ModaCult), avrà una durata di tre anni con l’obiettivo di monitorare in modo continuativo la percezione, le tendenze evolutive e la considerazione sociale del gioco pubblico in particolare da parte del mondo giovanile.

“La scelta di svolgere questa ricerca è maturata fra tutti i committenti un anno fa proprio qui a Rimini – ha dichiarato Giovanni Emilio Maggi - Presidente ACADI e Direttore Relazioni Istituzionali Sisal - per studiare un modo nuovo e socialmente corretto di mettere in relazione il settore del gioco con il pubblico, in particolare quello dei giovani adulti. Ritengo che i primi risultati siano assolutamente interessanti e ci consentano di leggere il settore in un modo certamente diverso dall’abituale, fatto che ci carica ulteriormente di aspettative per le fasi successive della ricerca. L’appuntamento sarà di nuovo al Meeting fra 12 mesi.”  

A prendere la parola dopo Maggi, è stato Maurizio Lupi - Vicepresidente della Camera dei Deputati - “Ho accettato molto volentieri di portare un saluto al primo step di questa ricerca perché eravamo insieme a cena, lo scorso anno, quando è nata questa ipotesi. L'idea era quella di mettersi in gioco non nel fare impresa, ma nel mettersi in discussione da un punto di vista sociologico, cercando di andare a conoscere anche quello che deriva dall'offerta del gioco. La sfida è rendere possibile perseguire i fini aziendali, quindi di profitto e di sviluppo, e al tempo stesso quelli di responsabilità sociale e nei confronti della collettività, che è un po' quello che sono chiamati a fare i concessionari. Per questo è importante questo progetto di ricerca attraverso il quale si può conoscere il proprio pubblico, potendo così comunicare in modo corretto e responsabile. In tal senso, il blog sarà uno strumento utilissimo".

 

LA RICERCA 

Avviata nel dicembre del 2010, sta producendo i suoi primi risultati su tre temi di grande rilevanza:

  • la comunicazione di prodotto dei principali concessionari
  • la comunicazione finalizzata al gioco pubblico responsabile
  • la relazione tra gioco e socialità nella percezione dell’opinione pubblica giovanile

La struttura della ricerca ha preso le mosse dall’analisi della letteratura esistente sul mondo del gioco, per passare, poi, ad una approfondita indagine sulle modalità di comunicazione dei diversi players, per concludersi con focus group di approfondimento delle tematiche di comunicazione.  

E’ stata condotta un’indagine qualitativa con l’obiettivo di rilevare la percezione, le reazioni e i valori associati al gioco e ai suoi protagonisti, attraverso alcuni focus group che hanno coinvolto giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni. Questi gruppi hanno permesso di far emergere e mettere a confronto differenti punti di vista, di individuare le tematiche relative al gioco responsabile ritenute più rilevanti e necessarie di approfondimento, ma soprattutto hanno consentito di individuare un’interessante serie di archetipi che allargano la visione spesso stereotipata del comportamento dei giocatori.

La seconda parte della ricerca, ad oggi nella sua fase iniziale, tende ad aprirsi a canali di partecipazione più interattivi attraverso un blog, che ha già superato i 300 interventi, al fine di recepire in maniera più dinamica ed efficace le ipotesi creative ed i contributi allo sviluppo dei valori della responsabilità, sia nella pratica che nella comunicazione dei giochi. 

Nelle fasi successive della ricerca verranno anche osservate le modalità di approccio e partecipazione dei giocatori in alcuni luoghi emblematici del gioco-scommessa e sarà coinvolto un panel di esperti, rappresentativi di diversi mondi economici e culturali italiani.

La multidimensionalità del gioco-scommessa è spesso trascurata a favore di una rappresentazione stereotipata, spesso incentrata solo su comportamenti problematici che hanno messo in ombra il legame profondo tra gioco e società moderna, anche nelle sue dimensioni tecnologiche, economiche, finanziarie, imprenditoriali, organizzative” - ha commentato il Professor Giancarlo Rovati, Ordinario di Sociologia Generale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano “La ricerca, che durerà tre anni, ci permetterà di monitorare l’evoluzione sociale del gioco, restituendogli la centralità che gli è propria e la capacità di riassumere in sé molteplici dimensioni: convivialità, apprendimento, rischio-azzardo, divertimento ma anche dipendenza.”

"La ricerca utilizza metodi tradizionali come i focus group e strumenti innovativi quali il blog con l'obiettivo di individuare le molteplici sfaccettature del gioco-scommessa nella percezione dei giovani.” – dichiara Marco Pedroni, Sociologo all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Centro di Ricerca ModaCult – “La prima fase della rilevazione ha già permesso di evidenziare un ampio spettro di significati che i giovani, target estremamente consapevole ed esigente, attribuiscono al gioco-scommessa. Non esiste un profilo unico del giovane giocatore, ma una pluralità di atteggiamenti definiti dalla frequenza delle pratiche ludiche e dai significati positivi o negativi attribuiti al gioco."

I risultati della ricerca saranno resi noti con cadenza annuale in linea con il metodo del monitoraggio e dell’apprendimento in itinere.


Abstract Giocare per Gioco

Report Finale I° Anno
                                                    Ufficio Stampa ACADI
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