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ACADI: ECCO CHI SIAMO Editoriale di Giovanni Emilio Maggi

Roma, 1 febbraio 2011 - ACADI (Associazione Concessionari Apparecchi da Intrattenimento) si è costituita nel 2006, ma soltanto oggi avvia il suo sito, non tanto o non solo per una giusta esigenza di comunicazione e trasparenza, ma anche per contribuire ad una corretta comprensione, da parte di tutti i possibili interessati, di un settore economico importante sia per lo Stato sia per tutti gli operatori che in questo vi operano. Desidero pertanto inaugurare il sito e gli “editoriali” che periodicamente pubblicheremo, partendo “dall'origine della storia”, per spiegare la motivazione che ha guidato alcuni Concessionari di Stato nel costituire un’associazione senza scopo di lucro che li rappresentasse.

Certamente alle origini della nostra storia iniziata con la firma della Concessione nella seconda metà del 2004, a fare da collante c’è stata la necessaria condivisione delle numerose difficoltà quotidiane da affrontare e risolvere in termini operativi ed interpretativi, derivanti da norme nuove in alcuni casi assai complesse, pensate per consentire e supportare la nascita di un sistema concessorio innovativo voluto da AAMS - Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato.

Il sistema individuato dalle Istituzioni doveva basarsi su di una struttura tecnico-operativa atta ad affrontare un obiettivo di grande rilevanza strategica, ma estremamente sfidante nella sua implementazione ed assolutamente unico al mondo: connettere in rete, in un tempo estremamente ridotto, centinaia di migliaia di apparecchi da intrattenimento sparsi su tutto il territorio italiano.

I Concessionari di rete in quel contesto avvertivano la forte esigenza di confronto con l’ente concedente e di chiarezza operativa. Con l’andar del tempo, ci si è resi conto che l’aspetto burocratico/tecnico/amministrativo rappresentava solo parzialmente le difficoltà dei Concessionari che quotidianamente dovevano confrontarsi con le problematiche derivanti dalla scarsa conoscenza del settore da parte dei terzi (stampa, non addetti ai lavori, opinione pubblica, etc.), elemento questo che ha generato e tutt’ora spesso genera una visione distorta e non corretta del settore degli apparecchi da intrattenimento.

Il pregiudizio più diffuso e ancora difficile da superare è il legame tra gioco e illegalità. Su questo punto, il primo passo per affrontare e risolvere questo nodo venne mosso con la Legge Finanziaria n. 289 del 2002 che all’art.22 sancì la creazione di nuovi apparecchi da intrattenimento che sostituirono i “videopoker”, allora illegalmente presenti in grande numero sul territorio (stime della Guardia di Finanza parlavano di oltre 150.000 videopoker illegali). Tali apparecchi di nuova generazione avrebbero dovuto essere collegati e monitorati attraverso una rete telematica di proprietà dello Stato e nel 2004 AAMS, attraverso una gara pubblica, individuò dieci Concessionari di Stato il cui principale compito consisteva nell’attivazione e nella gestione di questa nuova rete telematica, divenendo garanti per tutta la filiera produttiva ed economica e per gli interessi sociali ed erariali.

Grazie al lavoro, svolto di concerto con AAMS, in poco tempo è stato drasticamente ridotto il numero degli apparecchi illegali e oggi sono oltre 300.000 gli apparecchi collegati e controllati in rete. L’impegno profuso dai Concessionari di rete, da AAMS e da tutta la filiera di settore contro l’illegalità è costante e tangibilmente riscontrabile anche nei significativi e continui investimenti affrontati per apportare migliorie al sistema. Basti pensare che gli apparecchi di prima generazione, definiti "Comma 6", sono stati integralmente sostituiti a partire dal primo luglio 2006 da quelli definiti "Comma 6a" molto più sicuri e controllabili ai quali, dal 2010, si sono affiancate le Videolotteries (VLT), apparecchi di ultima generazione che consentono un controllo ancor più elevato ed una tutela sempre maggiore dei giocatori.

Non considerare il comparto dei giochi come un settore imprenditoriale, tra l’altro in espansione nonostante il momento di grave crisi, vuol dire chiudere gli occhi sull’ingente numero di posti di lavoro generati: dietro il settore degli apparecchi da intrattenimento, rigorosamente certificati, ci sono lavoro, innovazione, ricerca e sviluppo, tecnologie sofisticate, una struttura distributiva e logistica capillare e complessa e, naturalmente, tante famiglie che vivono del lavoro generato da questo indotto. Inoltre i Concessionari oltre a rendere disponibili nuovi posti di lavoro, contribuiscono in modo importante alle entrate: il settore degli apparecchi da intrattenimento ha contribuito nel 2009 con 3,165 mld di entrate erariali, in ulteriore crescita nel 2010.

Ogni anno sono molteplici le iniziative che lo Stato riesce a portare avanti grazie ai proventi del gioco lecito ed è significativo che talvolta si faccia conto su queste entrate per porre rimedio a situazioni di emergenza come il terremoto in Abruzzo, cui, con un’apposita norma, sono stati destinati i fondi raccolti per l’acquisto dei diritti delle Videolotteries.

Non è casuale, alla luce di tutto ciò, che dal 2009 ACADI sia associata a Confindustria - Servizi Innovativi e Teconologici - ed insieme ad altre Associazioni di settore abbia dato vita all’ Area Giochi all'interno di Confindustria.

Ultimamente, ma non è la prima volta, il settore è stato poi vittima di campagne mediatiche surreali: giornali che ci hanno accusato di evasione fiscale per 88 miliardi di euro, trasmissioni televisive che, in nome dell’audience, hanno dato “volto e voce” a tali falsità senza neanche concedere la possibilità di un contraddittorio.

A questo proposito à necessario chiarire che i ricavi che scaturiscono dalla concessione sono cosa ben diversa dalla "raccolta" o dal "fatturato" e, anche se può apparire scontato, in realtà, sovente non se ne è tenuto conto. Quando si cita il volume di affari del comparto giochi, si parla di numeri enormi: il settore degli apparecchi da intrattenimento nel 2009 ha raccolto 3,165 miliardi di Euro, ma di quegli importi il 75% ritorna al pubblico sotto forma di vincite, il 12,6% è destinato al PREU (Prelievo Erariale Unico), lo 0,8% è destinato ad AAMS quale canone di concessione e solo il residuo 11,6% (è diviso tra i componenti della filiera (concessionari, gestori - cioè proprietari degli apparecchi - ed esercenti). Non solo, va ricordato anche che, come in tutte le Aziende, ed in particolare per un'attività come la nostra ad alta intensità di impiego di tecnologia a grande capillarizzazione distributiva, a valle dei ricavi vanno poi contabilizzati significativi costi ed investimenti.

Oltre al ruolo di “voce” della categoria e di propositivo partner delle Istituzioni e di tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza e la comprensione di questo importante settore economico, A.C.A.D.I. ha come obiettivo di divenire soggetto attivo nell’ambito della responsabilità sociale e della lotta alle ludopatie, promuovendo iniziative proprie e affiancando le campagne e le iniziative di AAMS.

Dove c’è patologia, c’è distacco dalle regole e senza queste non c’è gioco! La garanzia data da norme e regole chiare ed applicabili e da un utilizzo sempre più intenso della tecnologia è certamente una forma di tutela del giocatore, così come lo è il sapere di operare all’interno di un regime di Monopolio che significa rispetto delle norme, tutela per i giocatori, controlli sia sulle transazioni che presso i punti di vendita: le ludopatie, i comportamenti illeciti, gli eccessi, infatti, non si risolvono con il proibizionismo, che anzi generalmente funge da spinta a comportamenti illeciti, ma con un concreto e costante impegno politico, sociale ed organizzativo che deve realmente vedere crescere la partnership fra tutte le parti interessate.


 
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