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BADUINI: A RISCHIO I 300 MILIONI DEI GIOCHI

MF-MilanoFinanza, 27 ottobre 2015
L'obiettivo è soprattutto quello di aggiustare il tiro della nuova stretta di oltre un miliardo prevista dalla legge di Stabilità 2016. Ma i concessionari delle slot e delle videolottery continuano ancora a puntare il dito contro il prelievo della legge dello scorso anno, che rischia ancora oggi di mettere in ginocchio l’intero settore. La prima rata da 200 milioni è già stata pagata lo scorso aprile e tra pochi giorni, a fine mese, scadrà anche la seconda, che prevede un prelievo di altri 300 milioni. Ma quei soldi non ci sono e lo Stato rischia così di incassare solo una quota parte limitata dell’importo, come spiega a MF-MilanoFinanza Stefano Baduini, ex Generale della Guardia di Finanza, dallo scorso agosto Segretario Generale di Acadi, l’associazione aderente a Confindustria Servizi Innovativi che rappresenta circa il 50% del mercato delle macchine da gioco.

Dottor Baduini, cosa succederà a fine mese?
I concessionari faranno sicuramente fronte ai propri impegni versando le quote incassate dalla filiera e le quote di propria competenza. Su questo non c’è alcun dubbio. Certamente bisogna tenere conto che una parte considerevole della filiera non ha riversato nulla.

In pratica lo Stato rischia di incassare molto meno rispetto ai 300 milioni che contava di ottenere?
Esattamente. Il meccanismo previsto nella norma semplicemente non funziona. Prova ne è il fatto che ha portato ad una quantità mai vista di contenziosi in sede amministrativa e civile tra tutti i soggetti della filiera. Così l’intero settore viene messo a rischio. E questo lo dico con uno spirito costruttivo che abbraccia anche le altre questioni legate al mondo del gioco, su cui spesso assistiamo a polemiche inutili. La nostra è una visione responsabile del mercato: 1) siamo favorevoli a diminuire di 100.000 unità le macchine; 2) siamo favorevoli alla progressiva sostituzione delle attuali macchine con apparecchi di nuova tecnologia, antifrode e capace di impedire l’accesso dei minori al gioco; 3) crediamo che debbano essere destinate risorse alla lotta alle dipendenze ed all’educazione dei cittadini; 4) siamo favorevoli ad una rivisitazione delle regole sulla pubblicità del gioco. Nel frattempo, però, l’intero settore viene messo a rischio.

Ma i concessionari quanto sono riusciti ad incassare delle quote anticipate per conto degli altri operatori della filiera?
Circa la metà e a questo mancato incasso bisogna aggiungere i costi sostenuti in questi mesi per le spese legali per gestire i numerosi contenziosi e ricorsi che si sono venuti a creare con la legge di Stabilità 2015. Gli ormai “famigerati” 500 milioni rappresentano ben l’11% dei ricavi lordi realizzati dall’intera filiera nel 2013 e nel 2014. I margini, ovviamente, sono erosi molto più dei ricavi lordi. Per avere un’idea di cosa vuol dire, si consideri che Banca d’Italia, in uno studio del 2014, sosteneva che un decremento del 10% dei ricavi in uno spazio di tempo ristretto rende probabile l’entrata in sofferenza di un’azienda che si finanzia sul mercato…

Come vede invece il nuovo intervento della legge di Stabilità di quest’anno?
Se si pensa che possano essere ulteriormente ridotti, nella modalità prospettata, i già risicati utili, basta leggere i bilanci e si vedrà una situazione molto diversa da quella rappresentata spesso sui media. Credo che sia indispensabile un confronto, basato sui fatti, con il Governo e con il Parlamento nelle prossime settimane, in modo che sia possibile arrivare ad una declinazione di interventi che siano nei limiti della sostenibilità da parte dell’intero comparto del gioco. Si può ridurre l’offerta,  ma bisogna salvaguardare i posti di lavoro e gli investimenti fatti. Detto questo, qualunque settore industriale ha bisogno di regole chiare e certe. In Italia abbiamo oltre 250.000 persone il cui reddito famigliare dipende dal gioco legale affidato in concessione dallo Stato.

A proposito. A che punto è il ddl Mirabelli che recepisce la delega fiscale del sottosegretario Baretta riorganizzando il settore?
Si trova in commissione Finanze al Senato, ma l’iter sarà inevitabilmente lungo, mentre i prelievi fiscali sono già operativi.

Intervista Baduini MF - 27/10/2015 (PDF)
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