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DECRETO SANITA': DISCUSSIONE ALLA CAMERA

Nella discussione odierna in aula circa l'approvazione, senza emendamenti e articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 13/9/12 n. 158, contenente disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo mediante un più alto livello di tutela della salute non sono mancate critiche e lodi sulle norme in materia di gioco: l'on. Paola Binetti (UDC) ha ribadito che " su un articolo che riguardava il tema concreto del gioco d’azzardo, quando il sottosegretario presente, che rappresentava il Governo, davanti alle insistenze con cui noi intendevamo affermare la difesa della tutela dei giocatori e delle fasce più fragili e giovani, è sembrato quasi che quella riduzione proposta potesse, in qualche modo, far saltare l’intero dibattito, perché evidentemente su una misura di prevenzione, che riduceva quello che potenzialmente poteva essere un gettito fiscale, la lettura del problema era esclusivamente in termini di gettito fiscale e non in termini di tutela della salute e di prevenzione del disagio".

Ugualmente Anna Margherita Miotto (PD) ha confermato quanto detto dalla Binetti: “sul gioco, aver tolto norme importanti che in XII Commissione (Affari sociali) erano state approvate, significa difendere pochi spiccioli oggi e non farsi carico delle migliaia di euro da spendere domani per contrastare la dipendenza da gioco e questa è cecità”.

 Carla Castellani (Pdl) ha invece dichiarato, ribattendo alle affermazioni della leghista Laura Molteni: “Non credo che aver proposto un emendamento per la copertura dell’inserimento della ludopatia nei Lea, o aver proposto un emendamento che istituiva un fondo che avrebbe dovuto attingere dai proventi del gioco d’azzardo, che è stato approvato all’unanimità, tocchi argomenti da conflitto di interessi. Qual era la filosofia ? Lo Stato produce una patologia sociale, che non è una patologia sanitaria, e nell’ambito di chi incassa denaro producendo una patologia sociale, bisognerebbe trovare le risorse per coprire le esigenze che poi si creeranno, per curare questa patologia”.

Donato Renato Mosella, del gruppo Misto, intervenuto stamattina: “Il provvedimento recepisce l'importanza della gestione dei rischi sanitari tra le attenzioni quotidiane delle aziende e segna un passo avanti significativo occupandosi anche di ludopatia, un fenomeno che ha assunto negli ultimi tempi, complice la crisi economica, le dimensioni di una vera emergenza sociale. È stata accolta la nostra proposta di coinvolgere la scuola primaria e secondaria nella promozione di iniziative educative tese a diffondere tra i giovani il significato autentico del gioco, che non ha nulla a che vedere con l'azzardo”.

Donata Lenzi (Pd) è intervenuta affermando: “Va riconosciuto che il decreto-legge raccoglie una parte del lavoro che la XII Commissione ha portato avanti durante l'intera legislatura sul tema del governo clinico, su una definitiva regolamentazione dopo 12 anni di proroga dell'intra moenia, sulla sperimentazione clinica, sui problemi ormai diffusi conseguenti al diffondersi della medicina difensiva, sul tema della dipendenza dal gioco d'azzardo su cui questa Commissione ha sviluppato, attraverso un'indagine conoscitiva conclusa con una relazione dell'onorevole Miotto, una propria posizione che in parte e non certo per resistenza del Ministro Balduzzi è stata raccolta nel provvedimento. Si pensi solo al fatto che mentre noi la chiamiamo, come l'OMS, dipendenza dal gioco d'azzardo, più romanticamente il Ministro dell'economia e delle finanze la chiama ludopatia, e dev'essere l'unica cosa in cui dà un ammorbidimento delle sue definizioni. Si affronta il tema della prevenzione, attraverso l'incoraggiamento al cambiamento di stile di vita, alcol, tabacco, dipendenza da gioco, non vogliamo uno stato etico ma vogliamo che ci sia più informazione e una maggiore consapevolezza delle conseguenze sulla salute delle scelte che vengono compiute da ognuno, singolarmente preso”.

Gianni Mancuso (Pdl) ha ricordato: “Più volte il gruppo Popolo della Libertà si è espresso a favore della costituzione di un fondo per la cura e la riabilitazione delle persone affette da ludopatia, attingendo dai proventi dei giochi stessi e in Commissione eravamo riusciti ad agire in questo senso, se non fosse stato per l'intervento del Ministero dell'economia e delle finanze, che ha ritenuto la norma non consona”.

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