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Settore gioco arma dello Stato contro la criminalità

11 dicembre 2023
Geronimo Cardia, presidente di Acadi, evidenzia come tra gli elementi positivi del 2023 che va a chiudersi, vi sia un compattamento del settore nella richiesta di un ‘ordinato riordino’ (Gioconews, dicembre 2023)
 
Un altro anno si chiude senza grosse novità per il mondo del gioco. Rimangono un livello di tassazione soffocante, disparità enormi tra gioco online e gioco fisico, che deve fare i conti con distanziometri, orari d’apertura con fasce insostenibili, e poi i difficili rapporti con le banche per le aziende del settore. Ne abbiamo parlato anche con Geronimo Cardia, presidente di Acadi, provando a evidenziare per prima la parte mezza piena del bicchiere. 

Presidente Cardia, nonostante le problematiche che permangono, c’è stato qualche passo avanti per il settore del gioco quest’anno?
“Il tema dei conti correnti nel 2023 lo abbiamo portato all’attenzione di tutte le Istituzioni ed abbiamo registrato grande sensibilità sia dal Mef (da parte del sottosegretario Savino) sia dal Parlamento che ha approvato il famoso emendamento che null’altro dice alle banche che rispettare le norme sulla verifica rafforzata dei soggetti che operano in comparti bollati a rischio dalla Banca d’Italia.  Grazie ai numerosi interventi in convegni sul tema, anche non legati al gioco, ora anche le banche sono consapevoli del problema. 
Al Forum Acadi 2023 abbiamo presentato un bilancio di sostenibilità che chiaramente mette in luce le specificità delle diverse verticali distributive delle tipologie di gioco pubblico. Occorre infatti che gli stakeholders abbiano piena consapevolezza non solo delle caratteristiche del complesso fenomeno del gioco pubblico, ma anche delle diverse caratteristiche delle verticali distributive che lo caratterizzano. E la differenziazione tra on-line e fisico è solo una delle differenziazioni possibili, posto che distanziometri espulsivi, limitazioni orarie proibitive, livelli di tassazione insostenibili e negazioni di aperture di conti correnti non avvengono nei confronti di tutte le verticali distributive del territorio ma solo di alcune di esse. La Legge Delega, che è un altro aspetto positivo del 2023, vuole infatti un riordino per tutto il comparto, non per parte di esso. Ora bisogna vedere la sua attuazione se rimarrà fedele a tale principio. Molte associazioni si sono compattate di fronte a questa chiara esigenza di ‘ordinato riordino’ e questo è un altro aspetto positivo”. 


E cosa invece, a suo parere, avrebbe potuto andar meglio quest’anno?
“In attesa della soluzione normativa della Questione Territoriale si sarebbe potuto vedere l’intervento delle Istituzioni in ricorsi contro i distanziometri espulsivi per non perdere la possibilità di trovare una soluzione a livello giudiziale. Si sarebbe potuto vedere uno svolgimento compatto dell’attuazione della Delega”.

In un suo intervento recente lei ha lanciato la proposta di un riordino contemporaneo di online e terrestre. Perché questa sottolineatura sul termine ‘contemporaneo’? 
“La stessa cosa è stata messa in evidenza ancor prima di me dai presidenti delle associazioni rappresentative delle filiere che erano presenti a quel convegno che ricorda.  Un riordino asimmetrico e che non riguardi tutte le verticali distributive e che penalizzi anche solo indirettamente il funzionamento della rete generalista del territorio è idoneo a compromettere gli interessi pubblici presupposto dell’esistenza dell’intero comparto del gioco pubblico. Su questo parlano chiaro ad esempio i numeri del Bilancio di Sostenibilità del gioco pubblico che abbiamo presentato”.

Acadi ha affrontato spesso anche il tema della reputazione del settore: quali sono, a suo parere, le chiavi per migliorarla, soprattutto considerando che non si può puntare sulla pubblicità?
“Il settore ha un’ottima reputazione tra le persone informate. Per questo continuerà il percorso di divulgazione dei contenuti del comparto che Acadi svolge da sempre. La trasparenza è legalità. Il settore è un’arma dello Stato contro la criminalità. E lo Stato non vuole arretrare giustamente. Il settore ha tanti anticorpi per arginare anche i fenomeni di infiltrazione che spesso vengono richiamati forse pretestuosamente. Si pensi alle numerose norme in materia di compliance e trasparenza e incompatibilità che si vedono veramente in pochi altri settori e che mettono ogni giorno le Autorità Investigative nelle condizioni di fare al meglio il loro dovere”.

Chiudiamo con un auspicio per il 2024. Lei in che direzione ci invita a guardare?
“Nei prossimi dodici mesi bisogna che si metta mano alla Questione Territoriale, risolvendola, che si metta così nelle condizioni lo Stato di poter fare il Riordino completo a beneficio di tutte le verticali distributive, restituendo al settore quella stabilità necessaria per svolgere il proprio delicato ruolo di argine della legalità e di tutela dell’utente, peraltro sostituendo misure di contrasto al Dga che non solo si presentano asimmetriche nelle loro applicazioni ma che ormai si rivelano anche dannose per la salute stessa degli utenti”.

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