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La stretta sulle slot, di meno e più sicure (Il Messaggero 29 LUG 2013)

Un piano Monopoli e Confindustria: il 15% delle macchine sparirà 

ROMA «Il caffè è più buono senza slot» si legge all'ingresso di un bar di Domodossola. Quattordici comuni friulani hanno appena imposto uno stop al proliferare delle macchinette. A Genova c'è una casa da gioco ogni 110 abitanti e 5400 slot: alcuni municipi hanno votato mozioni contro il gioco d'azzardo. Savona ha messo un freno all'installazione di altre slot. A Pavia hanno sfilato oltre trecento persone al corteo contro le dipendenze, in particolare contro l'azzardo. Capitale delle puntate, secondo il sindaco Alessandro Cattaneo e il vescovo Giovanni Giudici, che hanno marciato insieme: una slot ogni 110 abitanti.

I LOCALI

La Regione Lazio, la scorsa settimana, ha deciso di avviare una campagna contro la dipendenza da puntate: si annunciano incentivi economici per i bar che rimuoveranno o non installeranno le slot machine. Nascerà anche un marchio regionale da mettere una porta del locale "Slot free RL". Secondo il Centro italiano di solidarietà di Don Mario Picchi un romano su cento è gravato da debiti di gioco, mentre 140 su mille sfiorano il suicidio proprio per l'azzardo. I primi giorni di luglio, a Napoli, si è lanciato nel vuoto dal piazzale della chiesa del Soccorso a Forio d'Ischia: un volo per scappare dalla realtà di aver perso tutto. «Mamma scusa», l'ultimo messaggio. Un movimento popolare nato soprattutto dai familiari di chi si è perso nel gioco. Un movimento che chiede di rimettere ordine visto che, negli ultimi anni, sono cresciute a dismisura le sale in ogni parte d'Italia.

IL PROGETTO

Ma, si è vicini ad una stretta: un progetto congiunto tra l'Amministrazione dei Monopoli e la Confindustria settore gioco Italia han-no messo a punto un progetto che prevede, tra l'altro, la diminuzione del numero delle macchinette. Oggi sono 380mila, entro un paio di anni scenderanno del 10-15%. Le imprese hanno accettato una riduzione e proposto anche si tornare a norme più limitative rispetto a quelle varate nel 2011. Quando ai locali è stato dato il permesso di poter arrivare fino a 8 macchinette per locale. Quando la norma precedente si fermava a quattro.

L'INVESTIMENTO

Questo raddoppio più la nascita delle sale ha, in alcune zone, destabilizzato, l'equilibrio sociale. Da qui il piano che prevede un investimento delle imprese di un miliardo e 300 milioni di euro in quattro anni. Da destinare, in primo luogo, all'acquisto di nuove macchine, le AWP3. Che andranno a sostituire quelle di oggi a cominciare dalla fine di quest'anno. Apparecchi che impediscono interventi esterni (quindi manipolazioni e truffe) e la possibilità di uso da parte di un minore. Una scheda di riconoscimento impedirà chi ha meno di 18 anni di giocare. Quindi, un sistema di riconoscimento per gli addetti alla manutenzione la registrazione (in una sorta di scatola nera potenziata rispetto a quella di oggi) di ogni intervento.

Carla Massi (Il Messaggero 29 LUG 2013)

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