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PRESENTAZIONE VOLUME "LA DISCIPLINA DEI GIOCHI IN ITALIA TRA MONOPOLIO PUBBLICO E MERCATO"

30 maggio 2013
PRESENTAZIONE VOLUME
PALAZZO SAN MACUTO, ROMA
 
Giovedi 30 maggio scorso si è svolta la presentazione della ricerca “La disciplina dei giochi in Italia tra monopolio pubblico e mercato”, promossa dalla Fundaciòn Codere e dalla Fondazione Bruno Visentini, in collaborazione con il Centro di Ricerca per il diritto di impresa della Luiss (CERADI), presso la Sala del Refettorio di  Palazzo San Macuto, Roma.
“E’ giunto il momento di un riordino normativo della materia relativa al gioco d’azzardo, prestando un’attenzione scientifica a questi temi”, ha dichiarato Italo Volpe, direttore centrale “Normativa e affari legali” di AAMS, nel corso del suo intervento.

La ricerca, che ha portato alla pubblicazione di un volume edito da Giuffré, fornisce una veduta ad ampio spettro sulla disciplina del settore dei giochi in Italia, partendo dall’analisi degli aspetti amministrativistici per poi approfondire quelli legati ai profili tributari e penali, cui pure la materia è soggetta, non tralasciando neanche gli aspetti utili ad un inquadramento nel più ampio contesto europeo, fino a comparare lo scenario normativo italiano con quello spagnolo. L’iniziativa del 30 maggio ha fatto emergere la necessità del riordino di un settore che merita l’attenzione del legislatore, essendo finora vissuto in un contesto di forte contrapposizione tra monopolio pubblico e mercato. Il successo dell’evento, con la presenza in sala di tutti i principali stakeholder del mondo del gioco, dei concessionari e delle associazioni di rappresentanza del comparto, ha fornito una testimonianza inequivocabile dell’importanza strategica che avrebbe la produzione di un vero e proprio testo unico sui giochi in grado di delineare un quadro legislativo omogeneo e coerente. Il mancato equilibrio tra monopolio e mercato ha infatti favorito, e favorisce, una stratificazione normativa per cui il settore non può godere di una leggibilità certa delle regole esistenti; in questo contesto, come ancora sottolineato dal Dott. Volpe, che ha peraltro espresso forte apprezzamento per l’importante lavoro svolto dagli autori della ricerca, “un testo unico non dovrebbe solo effettuare una ricognizione delle regole, ma trovare il giusto punto di equilibrio tra monopolio e mercato e promuovere una ricostruzione delle norme”.

"Sebbene non si possa trascurare la necessità di un’efficace azione di contrasto delle possibili ricadute negative del gioco lecito, come la ludopatia, la linea lungo la quale l’ordinamento dovrebbe muoversi è quella di promuovere forme consapevoli del gioco, senza che si verifichi l’inutile effetto dannoso di pregiudicare un settore trainante dell’economia nazionale, in termini di occupazione e di prelievo fiscale. Sarebbe infine auspicabile il riordino dell’intera normativa attraverso un vero e proprio testo unico dei giochi in grado di delineare un quadro legislativo omogeneo e coerente". La ricerca "è solo il primo passo: proporrò un tavolo di lavoro a tutti i concessionari, in vista della costituzione di un osservatorio permanente sul settore", ha affermato Riccardo Pedrizzi, moderatore della discussione, che tra il 2002 e il 2003, nel ruolo di Presidente della Commissione Finanze del Senato, ha concluso un’indagine conoscitiva sul gioco d’azzardo.

Il settore dei giochi è sì molto complesso, ma, come anche definito dal vice presidente della Fundacion Codere, Josè Cases, assolutamente fondamentale per il gettito e il lavoro che ne derivano, che a tal proposito ha infatti dichiarato: “Il gioco è un settore fondamentale che produce un gettito non indifferente e crea molti posti di lavoro. Il gioco viene attaccato da varie organizzazioni e la Fondazione vuole rappresentare un punto di incontro tra il mondo pubblico e quello privato. Il nostro obiettivo è dare un contributo a iniziative nazionali e internazionali che permettano il miglioramento della disciplina del gioco, e promuovere lo sviluppo delle comunità locali in cui portare avanti le proprie attività”.
Infine l’avvocato Alberto Linguiti, coordinatore della ricerca “La disciplina dei giochi in Italia tra monopolio pubblico e mercato” è intervenuto dichiarando che: “Il settore del gioco rappresenta una realtà economica imprescindibile, che produce gettito e lavoro, e non la si deve demonizzare. La normativa italiana in materia di gioco è allineata al sistema comunitario e tende alla libera concorrenza. Ultimamente ci sono stati dei freni, ma non bisogna esasperare la normativa di controllo”.
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