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Audizione VI Commissione Finanze e Tesoro del Senato, Riordino settore giochi

7 febbraio 2024




Si è tenuta questa mattina l'audizione presso la VI Commissione Finanze e Tesoro del Senato, a cui Acadi è stata invitata ad intervenire sull'Atto del Governo n. 116 (Riordino settore giochi).

Così il Presidente Cardia:
“Sul tema del decreto di riordino dell’on-line abbiamo evidenziato che i parametri di ingaggio sono molto alti e rischiano di penalizzare le piccole medie imprese italiane. Inoltre occorre che i divieti di pagamento all’estero siano resi operativi senza indugio per contrastare il fenomeno di sversamento della domanda di gioco su circuiti illegali”. E’ quanto dichiara Geronimo Cardia, Presidente di Acadi (Associazione dei Concessionari di Giochi Pubblici) al termine del suo intervento alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato sull’attuazione dell’art.15 della Delega Fiscale durante il quale è stato presentato il documento comune firmato da Acadi-Confcommercio, Astro–Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, EGP–Fipe e Sapar. 
 

“I dati del Bilancio di Sostenibilità di Comparto presentati al Forum Acadi 2023 confermano l’importanza della rete generalista degli apparecchi, ed in particolare dei bar, nel perseguimento degli interessi pubblici che sono alla base dell’esistenza dell’intero comparto.  Occorre fare subito il riordino del territorio - prosegue Cardia - perché diversamente la questione territoriale, che pende dal 2011, continuerebbe ad operare con i suoi divieti sostanzialmente assoluti provocando l’espulsione della rete generalista dai territori, con perdita di gettito erariale, di presidio di legalità, di occupazione e di tutela effettiva dell’utente”.
 
“Il rischio di perdere il gettito erariale  - puntualizza Cardia - sussiste a causa dei riversamenti della domanda di gioco non solo sui circuiti illegali ma anche su tipi di gioco regolamentato a più bassa fiscalità, non colpiti dai distanziometri e dalle limitazioni di orario. A parità di spesa dei giocatori, in caso di spostamento della domanda, a tendere non è quindi assicurata la necessaria invarianza di gettito.“
 
“Allo stesso tempo sotto il profilo sanitario - si aggiunge durante l’intervento -  sussiste il rischio di fenomeni di riversamento della compulsività (problematica o patologica) a discapito degli utenti. Per questo in Conferenza Unificata occorre che tutte le verticali distributive, previste dal sistema concessorio che atterrano sui territori (on-line compreso), siano valutate congiuntamente per una strategia di contrasto al disturbo da gioco d’azzardo che sia complessiva, coordinata e, in quanto tale, realmente efficace”.  
 
“Oggi, ad esempio, per le norme dei territori regionali e comunali, mentre è obbligatorio spegnere gli apparecchi nei bar, per i divieti di orari nelle zone marginali non toccate dai distanziometri espulsivi, contemporaneamente possono essere venduti agli utenti altri prodotti sull’intero territorio anche all’interno di luoghi sensibili”. 
 
“Infine - conclude Cardia - nell’immediato occorre che il percorso giudiziale delle contestazioni dei distanziometri e degli orari espulsivi non sia lasciato ai soli operatori, perché gli interessi lesi sono principalmente di natura pubblicistica: dalla perdita di gettito alla necessità di tutela effettiva dell’utente e dei presidi della legalità”.





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Il Sole 24 Ore, 10.02.2024
La Gara del lotto nelle riforma dell'online
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Jamma, 7.02.2024
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Gioconews, 7.02.2024
Riordino gioco, Cardia (Acadi): 'Bando a 7 milioni penalizza piccole e medie imprese'
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Pressgiochi, 7.02.2024
Decreto giochi online. Cardia (Acadi): “Il costo di 7 mln per concessione penalizza piccole e medie imprese”
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Audizioni riordino giochi, Cardia (Acadi): “E’ necessario intervento urgente anche per il riordino del gioco fisico. 7 milioni per una concessione online sono troppi e penalizzano le piccole e medie imprese”
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Agipro, 7.02.2024
Riordino giochi, Cardia (Acadi): "Dopo online passare subito al retail,  necessario per evitare perdita di gettito erariale"
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Confcommercio, 07.02.2024
Riordino gioco on-line, ACADI: "Fare presto, PMI a rischio"
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Lanci di agenzia

GIOCHI, ACADI: SUBITO RIORDINO DEL GIOCO FISICO, A RISCHIO PMI (1) (9Colonne) Roma, 7 feb - "Sul tema del decreto di riordino dell'on-line abbiamo evidenziato che i parametri di ingaggio sono molto alti e rischiano di penalizzare le piccole medie imprese italiane. Inoltre occorre che i divieti di pagamento all'estero siano resi operativi senza indugio per contrastare il fenomeno di sversamento della domanda di gioco su circuiti illegali". E' quanto dichiara Geronimo Cardia, Presidente di ACADI (Associazione dei Concessionari di Giochi Pubblici) al termine del suo intervento alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato sull'attuazione dell'art.15 della Delega Fiscale durante il quale è stato presentato il documento comune firmato da ACADI-Confcommercio, Astro-Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, EGP-Fipe e Sapar. "I dati del Bilancio di Sostenibilità di Comparto presentati al Forum ACADI 2023 confermano l'importanza della rete generalista degli apparecchi, ed in particolare dei bar, nel perseguimento degli interessi pubblici che sono alla base dell'esistenza dell'intero comparto. Occorre fare subito il riordino del territorio - prosegue Cardia - perché diversamente la questione territoriale, che pende dal 2011, continuerebbe ad operare con i suoi divieti sostanzialmente assoluti provocando l'espulsione della rete generalista dai territori, con perdita di gettito erariale, di presidio di legalità, di occupazione e di tutela effettiva dell'utente".
 "Il rischio di perdere il gettito erariale - puntualizza Cardia - sussiste a causa dei riversamenti della domanda di gioco non solo sui circuiti illegali ma anche su tipi di gioco regolamentato a più bassa fiscalità, non colpiti dai distanziometri e dalle limitazioni di orario. A parità di spesa dei giocatori, in caso di spostamento della domanda, a tendere non è quindi assicurata la necessaria invarianza di gettito." "Allo stesso tempo sotto il profilo sanitario - si aggiunge durante l'intervento - sussiste il rischio di fenomeni di riversamento della compulsività (problematica o patologica) a discapito degli utenti. Per questo in Conferenza Unificata occorre che tutte le verticali distributive, previste dal sistema concessorio che atterrano sui territori (on-line compreso), siano valutate congiuntamente per una strategia di contrasto al disturbo da gioco d'azzardo che sia complessiva, coordinata e, in quanto tale, realmente efficace". "Oggi, ad esempio, per le norme dei territori regionali e comunali, mentre è obbligatorio spegnere gli apparecchi nei bar, per i divieti di orari nelle zone marginali non toccate dai distanziometri espulsivi, contemporaneamente possono essere venduti agli utenti altri prodotti sull'intero territorio anche all'interno di luoghi sensibili". "Infine - conclude Cardia - nell'immediato occorre che il percorso giudiziale delle contestazioni dei distanziometri e degli orari espulsivi non sia lasciato ai soli operatori, perché gli interessi lesi sono principalmente di natura pubblicistica: dalla perdita di gettito alla necessità di tutela effettiva dell'utente e dei presidi della legalità". (red - deg)  071250 FEB 24

GIOCHI: ACADI "SUBITO RIORDINO, A RISCHIO PICCOLE E MEDIE IMPRESE" ROMA (ITALPRESS) - "Sul tema del decreto di riordino dell'on-line, abbiamo evidenziato che i parametri d'ingaggio sono molto alti e rischiano di penalizzare le piccole medie imprese italiane. Inoltre occorre che i divieti di pagamento all'estero siano resi operativi senza indugio per contrastare il fenomeno di sversamento della domanda di gioco su circuiti illegali". E' quanto dichiara Geronimo Cardia, presidente di ACADI (Associazione dei Concessionari di Giochi Pubblici) al termine del suo intervento alla commissione Finanze e Tesoro del Senato sull'attuazione dell'art.15 della Delega Fiscale durante il quale è stato presentato il documento comune firmato da ACADI-Confcommercio, Astro-Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, EGP-Fipe e Sapar. "Occorre fare subito il riordino del territorio - prosegue Cardia - perché diversamente la questione territoriale, che pende dal 2011, continuerebbe a operare con i suoi divieti sostanzialmente assoluti provocando l'espulsione della rete generalista dai territori, con perdita di gettito erariale, di presidio di legalità, di occupazione e di tutela effettiva dell'utente".
"Il rischio di perdere il gettito erariale - puntualizza Cardia - sussiste a causa dei riversamenti della domanda di gioco non solo sui circuiti illegali, ma anche su tipi di gioco regolamentato a più bassa fiscalità, non colpiti dai distanziometri e dalle limitazioni di orario. A parità di spesa dei giocatori, in caso di spostamento della domanda, a tendere non è quindi assicurata la necessaria invarianza di gettito. Infine - conclude Cardia - nell'immediato occorre che il percorso giudiziale delle contestazioni dei distanziometri e degli orari espulsivi non sia lasciato ai soli operatori, perché gli interessi lesi sono principalmente di natura pubblicistica: dalla perdita di gettito alla necessità di tutela effettiva dell'utente e dei presidi della legalità". (ITALPRESS). ads/com 07-Feb-24 12:53 NNNN
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